LUPI MANNARI / 2 Ieri hanno reso noto alcune trascrizioni delle intercettazioni dei 18 predatori di bambini arrestati a Roma. Ancora una volta quello che proviamo è un misto di rabbia, indignazione e deja-vù, visto che la follia tende a replicarsi, per “qualità” e modalità di azione e la sensazione di “già visto” riappare più squallida e dolorosa che mai. Basta spostare l’inchiesta, cambiare città e di bambini venduti, narcotizzati per essere abusati (Brescia docet!), considerati pura merce da prendere usare e gettare, predatori recidivi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Parte rilevante nella squallida vicenda romana i campi nomadi, che da anni, prove alla mano, sosteniamo essere serbatoi per pedofili che fanno “turismo sessuale interno”. Il predatore che vedete in questa foto si chiama Fausto Cusano e di bimbi così ne ha comprati ed abusati a decine. Uno addirittura se lo teneva a casa: un bimbo rom di quasi 12 anni che gli faceva da piccolo schiavo.
Il bambino era segregato da oltre un anno: puliva la casa, cucinava e veniva stuprato dal proprio padrone che l’aveva comprato dai genitori (scommettiamo che qualche avvocato riuscirà a farlo liberare?! “Suvvia cosa c’è di male signor Giudice a dare una casa ad un povero zingarello…..?”). Nel frattempo l’inchiesta si allarga: altre 36 belve sono entrate nel registro degli indagati e gli inquirenti stanno cercando di trovare gli altri bambini, visti nelle numerose videocassette pedopornografiche sequestrate, che non rientrano tra i 200 già individuati. E nel frattempo, molti genitori (soprattutto dei bimbi della squadra di calcio il cui allenatore è stato arrestato) sperano di non ricevere alcuna convocazione, scoprendo così cosa sia accaduto al proprio bimbo.










fabio cusano