Fu il primo caso accertato di reti pedofile in Italia. ed ora, a dimostrazione che non si fermano, l’incubo è tornato.
Dopo aver letto l’articolo uscito su l’espresso, che riporto a seguire, rinfrescatevi la memoria leggendo qua:
La prima denuncia è arrivata dalla scuola. Le vittime subito allontanate
Ballarò, torna l´incubo pedofilia
Salvo Palazzolo
Abusi sui bambini: arrestata la madre con tre amici
Il racconto di una bambina di dieci anni, ospite in una comunità, ha fatto emergere abusi e orrori a Ballarò. «Era la mamma che ci portava in casa di quegli amici - così ha iniziato il suo racconto - è lì che io e i miei due fratellini siamo diventati grandi». Quelle parole hanno fatto scattare l´indagine e ieri la sezione Minori della squadra mobile ha arrestato la madre dei tre bambini, una trentenne, una coppia di coniugi, di 25 e 24 anni, e un diciassettenne, anche lui avrebbe partecipato a una lunga sequenza di giochi erotici. Così hanno disposto il gip del tribunale per i minorenni Valeria Spatafora e la collega del tribunale, Maria Pino, come chiedevano i sostituti procuratori Francesca Lo Verso e Alessia Sinatra.
«Ci facevano giocare alla bottiglia», ha spiegato la bambina. I grandi lo chiamavano «gioco dell´obbligo e della verità». Era la sorte a stabilire la vittima dell´ennesimo abuso che si consumava a casa della coppia. Mentre qualcuno fumava hashish e qualche altro guardava film pornografici. Mentre a casa circolavano altri tre bambini piccoli, figli della coppia.
Dieci anni dopo, Ballarò ripiomba nell´incubo della pedofilia. Quella volta, magistrati e poliziotti scoprirono che i bambini erano costretti a girare film a luci rosse per poche migliaia di lire. «Purtroppo, ancora oggi Ballarò resta un quartiere a rischio - dice il sostituto procuratore Alessia Sinatra - come molte altre realtà a Palermo, dove si riscontrano disagio, spazi abitativi ristretti e promiscuità. Dove i bambini non hanno punti di riferimento certi in famiglia. Sono le cosiddette precondizioni per certe situazioni di abuso che poi riscontriamo». Alessia Sinatra si occupa ormai da anni di questi temi, le pareti della sua stanza in Procura sono piene di disegni di bambini che le esprimono gratitudine per essere stati liberati. «Alessia ti voglio bene», le ha scritto di recente una bambina sopra la vela di una barchetta che finalmente è tornata a navigare. «Non abbiamo mai smesso di tenere sotto controllo le realtà a rischio - dice il magistrato - non ci siamo mai fermati. E oggi possiamo dire di avere una rete di monitoraggio e di intervento efficace. Così, accanto alla magistratura e alle forze dell´ordine, un ruolo importantissimo è stato assunto dalla scuola».
Le vittime degli ultimi abusi, minori di dieci anni, erano già stati allontanati da casa. Proprio una segnalazione degli insegnanti aveva indotto il tribunale ad adottare un provvedimento. La madre aveva comunque mantenuto la possibilità di incontrare i figli, nel fine settimana. Qualche tempo fa, però, iniziò a fare strani discorsi ai bambini. Erano dei velati inviti al silenzio. Da allora, la donna è stata allontanata.
Le indagini sono tutt´altro che concluse. Dal racconto delle vittime emergerebbero altri bambini abusati e altri carnefici. Ballarò sembra tornata davvero dentro i suoi giorni più bui. FONTE L'ESPRESSO.
«Ci facevano giocare alla bottiglia», ha spiegato la bambina. I grandi lo chiamavano «gioco dell´obbligo e della verità». Era la sorte a stabilire la vittima dell´ennesimo abuso che si consumava a casa della coppia. Mentre qualcuno fumava hashish e qualche altro guardava film pornografici. Mentre a casa circolavano altri tre bambini piccoli, figli della coppia.
Dieci anni dopo, Ballarò ripiomba nell´incubo della pedofilia. Quella volta, magistrati e poliziotti scoprirono che i bambini erano costretti a girare film a luci rosse per poche migliaia di lire. «Purtroppo, ancora oggi Ballarò resta un quartiere a rischio - dice il sostituto procuratore Alessia Sinatra - come molte altre realtà a Palermo, dove si riscontrano disagio, spazi abitativi ristretti e promiscuità. Dove i bambini non hanno punti di riferimento certi in famiglia. Sono le cosiddette precondizioni per certe situazioni di abuso che poi riscontriamo». Alessia Sinatra si occupa ormai da anni di questi temi, le pareti della sua stanza in Procura sono piene di disegni di bambini che le esprimono gratitudine per essere stati liberati. «Alessia ti voglio bene», le ha scritto di recente una bambina sopra la vela di una barchetta che finalmente è tornata a navigare. «Non abbiamo mai smesso di tenere sotto controllo le realtà a rischio - dice il magistrato - non ci siamo mai fermati. E oggi possiamo dire di avere una rete di monitoraggio e di intervento efficace. Così, accanto alla magistratura e alle forze dell´ordine, un ruolo importantissimo è stato assunto dalla scuola».
Le vittime degli ultimi abusi, minori di dieci anni, erano già stati allontanati da casa. Proprio una segnalazione degli insegnanti aveva indotto il tribunale ad adottare un provvedimento. La madre aveva comunque mantenuto la possibilità di incontrare i figli, nel fine settimana. Qualche tempo fa, però, iniziò a fare strani discorsi ai bambini. Erano dei velati inviti al silenzio. Da allora, la donna è stata allontanata.
Le indagini sono tutt´altro che concluse. Dal racconto delle vittime emergerebbero altri bambini abusati e altri carnefici. Ballarò sembra tornata davvero dentro i suoi giorni più bui. FONTE L'ESPRESSO.










pedofilia a ballarò, don baldassarre meli