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“Frassi nuoce gravemente alla salute: dei pedofili”
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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Visto il tema prevalente (la pedofilia) ed il linguaggio utilizzato, il blog è rivolto ad un pubblico adulto;

L ’autore non risponde dei Commenti inseriti dagli utenti.
giovedì, 13 dicembre 2007
“Non discutere mai con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza!”
Bob Dylan.
 conserva
 
IL TEATRINO
Trovo finalmente il tempo di raccontarvi questa scenetta che mi ha visto involontario protagonista (mentre a breve farò pure il punto della situazione sul processo).
Arrivo con due operatrici a seguire il processo Tommy e la prima scena che mi si presenta entrando in aula è quella di Dante Davalli, vice presidente dell’associazione La caramella buona, che stringe la mano (moscia, moooolto moscia) della candysempre truccatissima Antonella Conserva (ed apro un’altra parentesi per chiedermi: ma che stanza ha in carcere? Come può arrivare sempre truccatissima e con la permanente appena fatta?). Quando il Davalli ci vede diventa rosso di furore ed avvisa l’avvocatessa di Alessi, quella che ricordo malgrado fosse presente la sera in cui Alessi indicava il posto dove aveva seppellito Tommy (“deve essere là….no forse è lì….” diceva, col tono di uno che indica il posto dove ha buttato un sacco della spazzatura, non un bambino!), continua ostinatamente a difenderlo (sicuramente anche lei a titolo gratuito, incredibile quanto tutti siano bravi a lavorare gratis, Italia popolo di santi, poeti e benefattori).ferraboschi
Per non divulgarmi. Entra la Corte e poco prima l’avvocatessa sui suoi alti tacchi a spillo sgambetta fuori dall’aula e fa entrare la polizia che mi chiede di uscire per un controllo.
Attimo di panico poiché non capisco cosa vogliano.
Esco, do le generalità, vanno a telefonare a due procure (sic!) ed al Ministero e tornano poi scusandosi per il disguido e riaccompagnandomi in aula (per la gioia del Davalli che ricambia colore vedendomi tornare). Il tutto però dopo ben 30 minuti di attesa nell’androne del Tribunale.
Nel frattempo dentro cos’è successo?
È successo che quando io esco l’avvocatessa, chissà forse per evitare che il giudice si riarrabbiasse per l’ennesima mancanza in aula di Alessi, l’avvocatessa dicevo, dice di aver fatto allontanare uno squilibrato (……) che con un fax anonimo (sic!) e dal suo blog minacciava di riempire di piombo Alessi.
Ora in attesa che Paolo mi faccia avere tramite i suoi legali la relazione dattiloscritta dell’accaduto (per risalire così alle parole esatte, dato che quelle che riporto sono quelle che mi hanno detto i poliziotti presenti in aula) la cosa più simpatica è stata la reazione del giudice.
La quale stanca di questi teatrini settimanali dice:
”L’avete denunciato per queste minacce?” “No” la risposta”
”Siete certi che l’ha scritto lui? “ “No” .
“E allora” continua il Giudice visibilmente disturbato, “che questa persona sia subito riammessa in aula”.
Non riporto i commenti degli agenti di Polizia che erano fuori, i quali alla fine non sapevano più come scusarsi, né dei giornalisti.
Ma riporto però un’altra domanda, a mio personale avviso geniale e degna di una principe del Foro.
rockerduck
Dopo che per più di un’ora il medico legale aveva descritto minuziosamente il modo in cui avevano trovato Tommy, soffermandosi sulle ferite, sullo stato del corpo, etc., (con dettagli che vi ometto, per la crudezza degli stessi) la domanda che viene fatta dall’avvocatessa è:
”siete certi che il bambino non si sia soffocato col proprio bavaglino?”.
Se non fosse che si parlava di un fatto come questo, sarebbe stata la battuta del mese. Altro che Paperissima…..Ma in che mani siamo, mi chiedo????!!!!!!
Ma soprattutto signora avvocatessa stia tranquilla. Se non ha paura di Alessi e della Conserva, ma anzi con loro si trova a suo agio, non si preoccupi né dell’autore di questo blog né di chi lo commenta.
Nessuno di noi potrebbe mai avercela con lei, proprio perché di quelli come lei a noi non ce ne frega nulla. Non siamo noi quelli che hanno bisogno di un processo ad alto tasso mediatico per illuderci di essere al mondo. Trovo pertanto ridicole le sue esternazioni e le sue (finte) preoccupazioni.
Quanto al piombo, dopo aver valutato in quale posto abbiate tolto tale diffamante informazione, la avvisiamo che noi il piombo lo adoperiamo per ben altro. E che siamo tutti contrari alla pena di morte per i suoi amati assistiti.
Troppo facile saprebbe la soluzione finale. Meglio invece che marciscano in un vero carcere ( Guantanamo so da fonte certa, avere diverse stanze libere) per il resto dei loro giorni.
 
 guantanamo
giovedì, 18 ottobre 2007

gattio

Di Tommy, libri, atti giudiziari, assassini e periti.
Ieri sera ho terminato una duplice lettura. La prima ve la consiglio (anzi affrettatevi ad ordinarla prima che magari qualcuno riesca a censurarla e farla sparire, la trovate qua: www.tommynelcuore.eu/ges_news.php?id_articolo=84 ) la seconda no.
La prima è il libro IL PICCOLO TOMMY (La verità negli atti d’indagine, intercettazioni, depistaggi, testimonianze – edizioni Battei) scritto dall’avvocato Stefano Castellani, legale della famiglia Onofri. Il quale senza aggiungere opinioni o commenti personali, ricostruisce fedelmente i fatti, in ordine cronologico, riportando tutti (quasi tutti) gli atti dell’inchiesta.
Si parte con la deposizione del fratellino di Tommy, Sebastiano (bimbo straordinario, che affronta un interrogatorio di ore e che pur nel  dolore del ricordo con il suo linguaggio e la sua intelligenza dà il quadro completo di quanto accaduto quella dannata sera, aggiungendo una frase che la dice tutta: “quello col passamontagna era cattivo come un rospo”) e si finisce con le confessioni (……) degli assassini, che si rinfacciano a vicenda ruoli e colpe.
La seconda mia lettura sono stati gli atti con gli esiti dell’autopsia di Tommy. Giusto per passare la notte insonne ed incazzarmi.
Di quest’ultima però qua non parlerò. Per rispetto. Perché se lo faccio perdo il lume. Perché non è il momento. Perché non aggiunge nulla di più (…..) a quanto già detto pochi giorni fa.
Però la tengo ben presente, nella mia mente. E la terrò ogni volta che parlerò da oggi in poi di Tommy.
Ho un solo rammarico. (pur nel dolore). Avrei voluto leggerla prima di aver partecipato al processo che mi ha fatto vedere le cose un po’ più dal didentro.
E per questo vi racconto un aneddoto, per il quale l’operatrice di Prometeo che mi accompagnava e che l’ha seguito da vicino, ha sacrificato un paio di notti di sonno pure lei, perché a sua detta "non si capacita che le cose vadano così”.
Tra i periti della signora (?) Conserva c’è il vice presidente di una associazione, la Caramella Buona, Dante Davalli . Dando un’occhiata veloce al sito della sua associazione si legge che la Caramella Buona ad esempio ha tre sedi di cui un “ufficio per il cerimoniale” a Roma (in zona via del Tritone – e qua mi chiedo: cos’è l’ufficio per il cerimoniale?), ma anche che “dalla primavera 2006 sono in corso relazioni direttamente col Presidente del Brasile Lula per organizzare la risoluzione di problemi” (azz…..anche se pure qui di quali problemi si stiano occupando insieme a Lula non è dato saperlo).
Spiluccando qua e là si evince che l’associazione si occupa di minori, per l’esattezza di pedofilia (non offendetevi cari amici ma il sito non è proprio chiarissimo, dà più l’idea di, vabbè avete ragione, ognuno pensi ai siti suoi…) . Tutto questo per dirvi, ricapitolando, che Davalli quindi è vice presidente di una associazione che tutela i minori. Fin qui tutto ok, Noi pure in passato l’abbiamo conosciuto, ospitandolo durante alcuni nostri vecchi convegni. totò e peppino
Per questo quando entrando nell’aula del processo contro gli assassini a Tommy me lo sono visto seduto tra il team di difesa di Alessi e Conserva, e non al fianco della famiglia Onofri, mi è venuto un conato di vomito (represso con difficoltà) e per questo dopo una lunga mattinata Davalli mi ha chiamato fuori dall’aula, regalandomi un dialogo che mi ha riportato a quei bellissimi film di Totò e Peppino.
Da una parte io che gli chiedevo “cosa c…o ci facesse lì” e dall’altra lui che mi rispondeva “che quello non era una caso di pedofilia” (Tommy perdonami il cinismo, ma anche te però, farti massacrare quando invece bastava una palpatina e ti difendevano tutti)……”che quello era il suo lavoro” e che comunque “lo faceva gratis, senza alcun compenso” (pure!!!!!).
A tutto questo, aggiungeva che mi suggeriva di cambiare i toni del mio blog dicendomi che comunque lui mica si offendeva (domanda: fattami dalla mia collega di Prometeo: visto chi attacchi nel tuo blog lui di cosa si doveva offendere? O meglio, di cosa non si doveva offendere ? Vallo a capì…).
Per concludere sosteneva (e questo, in quanto sua opinione personale, è legittimo) che la “Conserva era assolutamente estranea al tutto e che lui era lì per dimostrarlo”.
Oggi che è stata depositata la sentenza (inoppugnabile, rispetto a tante altre, viste le perizie medico legali contenute) che chiama pesantemente in causa la Conserva come la mente dell’intero piano, spero che il Davalli faccia un passo indietro e si ritiri dal processo.
Anzi, visto che ci legge, glielo chiedo: ritirati.
Sarebbe un piccolo umile gesto, realmente a favore dell’infanzia.
Perché ai carnefici i difensori non mancheranno mai. Ai bambini, fosse pure nel solo ricordo, mancheranno sempre.
E qua, invoco per tutti quei difensori quel bagno di umiltà, di compassione (nel senso letterale del termine, cum + patior, condividere la sofferenza), solidarietà, coraggio, oramai annegati dentro il desiderio più forte di apparire, guadagnarsi una sedia a Porta a Porta, difendere ciò che difeso non può più essere. Questo se volgiamo davvero una società migliore. Se realmente abbiamo come fine il bene dei bambini. Se davvero creiamo una cultura, ed un mondo, per loro.
Ritirarsi non è a questo punto una resa, né un’ammissione di colpa (non stiamo giocando). E’ un atto coerente col proprio ruolo. Al quale non si può venire meno per nessuna ragione al mondo.
Se vuoi fare il perito gratis abbiamo almeno una settantina di processi dove impiegarti.
Ma se resti, al fianco di criminali e di legali che ancora chiedono di far testimoniare Sebastiano (e per questo a mio avviso bisognosi di un bagno di umiltà come dicevo poc’anzi), allora ti consiglio di dimetterti dalla Caramella Buona. Qualcuno che lavora con Lula, con Bush o con Yoko Ono, per il bene del mondo lo troveranno sempre.
postato da: maxfrassi alle ore 11:45 | Link | commenti (13)
tommaso onofri, dante davalli, stefano catellani