SPECIALE BLOG.
Romania anno zero.
In questi giorni il blog è stato interamente dedicato al tema dell’ingiustizia. Oggi (e domani) invece viene interamente dedicato ai bimbi della Romania.
Avremo una lettera che ci ha inviato un’amica di Milano e che in questi giorni schizofrenici, dove si passa dal garantismo estremo alla violenza per tornare comunque all’inutile e dannoso punto di partenza, trovo meriti la vostra riflessione.
Prima però un “ricordo” che arriva proprio mentre la nostra sede di Brescia è completamente invasa da pacchi e pacchettini (domani se riesco vi posto le foto) che da ovunque ci stanno arrivando, dato che anche quest’anno in occasione della Festa di San Nicolaus (l’equivalente del nostro Babbo Natale) andremo a festeggiare a Bucarest, con i bimbi adottati a distanza.
Vi ricordo che li stiamo sostenendo dal blog, con le maglie di Flipper e, aggiungo oggi, con quelle di Prometeo (e gli altri gadgets dell’associazione).
Pertanto regalate, o regalatevi una t-shirt, e contribuirete a far ricevere loro un bel regalo di Natale.
P.S.: dimenticavo. In tale occasione incontreremo la mamma di Cosmin, bimbo che più di tutti vedo esservi entrato nel cuore.
Basti dire che ancora oggi, a cadenza quotidiana, riceviamo lettere per lui……..
A dicembre quindi le consegneremo tutto quello che è arrivato negli ultimi giorni e che continua, incessantemente, ad arrivare.
Mi piacerebbe tantissimo avere anche un vostro nuovo pensiero, stavolta però dedicato a lei.
Potete riportarlo qua (e lo stamperemo noi) oppure mandarlo via mail a: blogfrassi@yahoo.it oppure via fax o posta normale ai recapiti di Prometeo.
Ricordando Biagi.
Questo intervento è apparso sul Corriere della Sera a firma di Maria Volpe.
A seguire una breve nota mia:
“Quel pianto con i bimbi delle fogne”.
Sono passati 8 anni. Il 06 novembre 1999 Enzo Biagi visse una delle sue esperienze più toccanti. Era in Romania. Lui e tutto il gruppo de “Il fatto”. Preparava uno speciale sui bambini. Quelli che a Bucarest vivono nelle fogne e che per sopravvivere alla fame e al freddo “si drogano” sniffando colla. Le telecamere lo seguono e lui, come un giovane cronista, apre i tombini e scende giù nell’inferno a vedere con i suoi occhi quello strazio.. Poi, il giorno dopo, il giro nell’orfanotrofio di Vidra, 20 chilometri da Bucarest: 90 bimbi, soli al mondo, tutti malati di AIDS. Biagi li guarda con tenerezza, li abbraccia. Entra nella stanza di Florin e Mihai: hanno pochi giorni di vita. Sono stesi sul letto, la flebo, gli occhi disperati. Biagi chiude la porta e scoppia a piangere. Ci guarda e chiede: “Ma cosa siamo venuti a fare noi qui?”. Cosa potranno mai fare le nostre domande?”.
Quella tristezza gli resterà nel cuore: “Non riesco a togliermi dalla testa quei bambini”.

Ricordo benissimo il giorno in cui Biagi andò a Bucarest poiché fece anche un servizio su Parada ed il clown Miloud.
Miloud mi telefonava spesso, raccontandomi di quanto fosse rimasto colpito da Biagi, dal suo approccio rispettosissimo, nei confronti dei bimbi di strada e della loro sofferenza. Ma anche la sua “cocciutaggine” quando decise di scendere sotto, nelle fogne, in quel altro mondo, così difficile da descrivere.
Anche Maria Volpe che conobbi al Costanzo Show mi raccontò
Poi ci fu l’orfanotrofio di Vìdra…….
Ci sono stato pure io. Lì come a Bucarest, in quegli ospedali dove l’Aids viveva ed imperversava sui piccoli grazie al turismo sessuale, agli abusi ed alle siringhe monouso usate per curarli.
Ho raccontato speso di Corina, sette anni e sette chili. Pregai, dentro di me, che non mi toccasse……
Poi mi prese la mano. Piansi io. Pianse lei.
Voleva uscire da lì, da quel letto tanto grande per lei così …..così piccola…..
Voleva andarsene, dicevo, prima che “lui", un fottuto infermiere col camice da macellaio, imbrattato di sangue e sporco, prima che lui dicevo, in questo mio sgrammaticato ricordo, la portasse fuori da lì a testa in giù.
Pensavo che l’interprete avesse tradotto male. E allora ci ripensò lei, povera piccola, a dirmi che no, avevo capito bene, a testa in giù, proprio così, perché quando lì i bimbi chiudono gli occhi e non parlano più, l’infermiere cattivo arriva e li prende, portandoli via, a testa in giù……
CONTINUA......
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