RICEVO E RIPORTO.
DOPO AVERCI PENSATO SU PARECCHIO…..MA POI, DATO CHE LI’ I VARI COMITATI SONO GIA’ OPERATIVI DA TEMPO, PERCHE’ ASPETTARE? MA POI, ASPETTARE COSA? CHE ABUSINO ALTRI BAMBINI?!
Gent.mo dr. Frassi
Spero che dopo le verifiche del caso questa mia lettera possa trovare posto nel suo sito.
Con sincera stima.
X Y
Rignano Flaminio, 17 gennaio, 2007
Qualcuno sa come ci si sente? Qualcuno sa cosa si prova?
“Ti prego, mamma, fammi restare qui con te, a casa. Che fastidio ti do? Non Portarmi a scuola”. “Ma devi andare all’asilo, tutti i bambini ci vanno. Su, forza.”
E poi la scoperta di aver vissuto in un mondo irreale, inesistente. Il risveglio. Cominci a tremare, a soffrire nel silenzio della tua vera vita che si rivela all’improvviso e, comunque, deve continuare. Nulla sarà più uguale.
Le visite, gli accertamenti, le speranze impossibili. E ogni notte, quando cerchi di dormire, ci sono frasi, giochi, parole del tuo bambino, che non hai capito in tempo e che si affacciano, si sovrappongono a una velocità che , quasi, ti fa girare la testa. Il cagnolino, l’olio, l’obbedienza…e ti senti quasi soffocare, perché c’è un grido che ti sale in gola, ma poi si ferma e quasi ti strozza. E’ un grido così disperato che non ha neppure la forza di uscire.
La mamma di un bambino di Rignano Flaminio
PER MEGLIO CAPIRE DI COSA PARLA QUESTA MAMMA:
ROMA- Tutto è cominciato con quegli strani disegni di Matteo, croci, figure sinistre, alieni, corpi deformi come li può rappresentare un bambino di tre anni intrappolato in un incubo; e organi genitali, sì, non c’era da sbagliarsi. Tutto è cominciato con quello stato confusionale di Luca quando tornava dall’asilo, con quei turbamenti inspiegabili di Andrea, con quei silenzi spessi di Alessandra, con quel rossore e quelle piccole escoriazioni di Giulia nelle parti intime, con quelle lacrime di Maria prima di entrare in classe, come se quella fosse la tana del lupo cattivo, invece della scuola. I nomi sono inventati. La storia la sta verificando la magistratura: sei indagati, tra cui tre maestre e una bidella dell’asilo di Rignano, un blitz dei carabinieri nella scuola, le denunce e la rivolta dei genitori, che non portano più i bimbi a scuola, ma li accompagnano invece in massa a Roma, dagli psicologi del ”Bambin Gesù”.
Se la storia fosse vera, l’asilo di Rignano Flaminio sarebbe il luogo degli orrori, degli orchi travestiti da maestre d’asilo, o da bidelle: immaginate i bimbi prelevati dalle maestre durante l’orario scolastico, come per una passeggiata od una gita, portati in un locale al pianterreno dove si fanno le prove della banda, oppure a casa di una delle insegnanti, e poi abusati, filmati, forse prima drogati, non si sa. Se invece la storia non fosse vera, Rignano sarebbe il luogo di una incredibile psicosi di paese, una specie di ossessione di gruppo, un delirio collettivo: immaginate tutti i genitori dei bimbi dell’asilo che gridano allo stupro dei propri bambini accusando le insegnanti, che si rivolgono ai carabinieri e alla magistratura per chiedere giustizia, che chiedono la sospensione di tutto il personale della scuola, che non mandano più i bambini a scuola.
Una storia incredibile che si può rovesciare come un guanto, quella di Rignano Flaminio, settemila abitanti sulla Flaminia, tutti in stato di choc, tutti presi chi a sussurrare e chi a gridare riguardo a quello che accade dentro ed attorno alla scuola materna ”Olga Rovere”. Tutti sordi all’appello del parroco, il quale, durante l’omelia domenicale, con digressione acrobatica da un passo del Vangelo di Matteo, aveva invitato «le malelingue a non parlare più di questo caso».
Facile a dirsi. Come si può tacitare il vocìo incessante sulle sei denunce, (o dieci? o quindici? o venti?), su quei sei nomi che sono stati iscritti al registro degli indagati dalla procura di Tivoli, al termine dei primi quattro mesi di indagini? Sarebbero, stando alle voci, tre maestre, il marito di una di loro, che lavora in campo artistico, una bidella, e un ragazzo extracomunitario che farebbe il benzinaio. Chiacchiere? Di certo c’è quello che è accaduto nell’asilo la mattina dei 12 ottobre scorso. Chi se li scorda più i carabinieri, quelli di Bracciano e quelli del Ris di Roma, che hanno fatto irruzione nella scuola appena aperta, alle otto, ed hanno ispezionato, frugato, preso impronte, per raccogliere indizi e rilievi su un eventuale materiale organico da analizzare. Poi si erano presi due maestre e una bidella, se le erano portate nella caserma di Bracciano, e torchiate per un po’ di ore. Alle cinque di mattina, avevano perquisito la casa di una delle insegnanti, moglie del personaggio che lavora in campo artistico. La casa si trova a pochi metri dalla scuola. Cosa accadeva, secondo le denunce?
«Accadeva che- dice una mamma che non vuol farsi nominare- i bambini venivano portati nel locale al pianterreno, e lì sottoposti agli abusi. Oppure portati, attraverso un’uscita secondaria del locale, a casa della maestra. Lì venivano abusati, filmati, forse anche drogati. Abbiamo ricostruito i racconti di almeno quindici bimbi uno per uno, li abbiamo confrontati. Vogliamo vederle in galera. E invece sono ancora tutte al loro posto». Già, al loro posto. Tutte le mattine in classe, tra i bimbi, come sempre. Due ispezioni, da parte della direzione scolastica regionale e del ministero dell’Istruzione. Nessun provvedimento. Dopo la prima ispezione, da Roma è stata suggerita alla preside una sospensione cautelativa delle interessate. La risposta è stata una lettera di solidarietà di tutto il personale docente alle insegnanti. «Io non intendo e non posso prendere provvedimenti fino se non ci saranno iniziative da parte della magistratura», continua a proclamare imperterrita la dirigente scolastica, Loredana Cascelli. L’hanno quasi insultata in massa, i genitori. E 350 firme, ovvero la quasi totalità dei padri e delle madri degli alunni, sono state messe sotto una petizione che parla di «incresciosi episodi che hanno sconvolto la vita di molte famiglie», chiede l’allontanamento della preside, e la sospensione di tutto il personale della scuola. E’ il frutto di una serie di assemblee agitatissime, che hanno movimentato l’anno scolastico sin dai primi di ottobre.
Il risultato è stata la trasformazione della scuola in bunker: misure di vigilanza, videocamere, serrature cambiate, accesso permesso solo a chi porta un cartellino, passo sbarrato persino ai genitori. Non è bastato, per rassicurare: quasi la metà dei genitori non manda più i figli a scuola. E nelle aule sono rimasti pochi bimbi, custoditi e sorvegliati come piccoli prigionieri. A vigilare, all’ingresso del plesso, è stato visto persino il sindaco, Ottavio Colella, a capo di una giunta-ammucchiata, che va dai comunisti a Forza Italia. Ad ottobre, dopo il blitz dei carabinieri, il sindaco aveva convocato un’assemblea pubblica in Comune. Si erano levate urla altissime. Tutto si era concluso con un’esortazione ai magistrati: che facciano presto. «Io non so nulla, non credo a nulla finchè non ci saranno provvedimenti della magistratura. Mi dispiace solo per l’immagine del paese», dice ora Colella. Una bella grana. «Conosco tutte le persone coinvolte, tanto i genitori quanto i sospettati, e mi sembrano brave persone. Non so che pensare». E già a Rignano, dove tutti conoscono tutti, si formano le tifoserie, si dibatte sui buoni e sui cattivi, se ne rovescia l’identità come in un gioco di paese. Intanto le maestre indagate si mostrano sconvolte. «Siamo vittime- dice una di loro- di un linciaggio morale basato sul nulla, un’isteria collettiva che ha coinvolto alcune famiglie». Sarebbe inquietante. Eppure, magari fosse vero.
(Altri articoli nel sito di Prometeo)
, don mario neva, chiesa e pedofilia, abusi scuole materne